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sabato 3 ottobre 2015

Good Vibes #1


Qualche giorno fa, su Huffington Post, mi sono imbattuta in un articolo veramente interessante: Alyssa, ventisettenne californiana, racconta di come ha "distrutto" la sua vita sentimentale per inseguire il sogno di viaggiare.
Le correnti di pensiero potrebbero dividerci drasticamente come capita nelle ship delle serie tv, ma da inguaribile romantica vi posso assicurare che più scorrevo le sue parole, più mi rendevo conto di quanto fossi d'accordo con lei.

Questa bellissima ragazza ci parla di come la società, soprattutto quella che popola i Social Network quali Facebook, le abbia fatto perdere l'orientamento durante tutti questi anni. Vi starete chiedendo come sia possibile, in realtà lo è più di quanto ognuno di noi possa immaginare... e la cosa peggiore è che non ce ne rendiamo conto finché non troviamo qualcuno in grado di guarirci dal virus che ci ha trasformati in degli orribili Zombie.
Durante i miei rarissimi momenti di utilizzo coscienzioso dell'universo virtuale, ho provato ad analizzarne l'utilizzo e l'influenza che esso ha per trarne una triste conclusione: la realtà virtuale è irreale.
Capitan ovvio è in azione! :)
Scherzi a parte, seppur scontata agli occhi di tutti, sono dell'idea che questa consapevolezza non impedisca alle persone di farsi fregare, cascando quindi in quello che sembra essere il gioco di chi ha la vita più bella ed entusiasmante. Sto divagando... quello che voglio cercare di dirvi è che anche io ho notato una certa pressione sociale e questo perché, che siano vecchi amici o colleghi, gran parte delle persone che conosciamo sembrano seguire gli stessi obiettivi, lasciandoci quindi due alternative: sentirci pesci fuor d'acqua o convincerci che anche noi vogliamo le loro stesse cose.
Quest'ultima era la scelta che stava per fare Alyssa, sulla soglia del matrimonio con una persona che credeva di amare, con la quale non condivideva la passione per i viaggi e che abusava di lei; finché un anno fa, presa da un coraggio che auguro a tutti di trovare, ha deciso di lasciare il suo ragazzo e partire per quel cammino di tre settimane che da tempo aveva programmato.

E così la losangelina, dopo aver visto ben otto paesi nel giro di un anno, ha potuto dire di aver distrutto la sua vita sentimentale nel miglior modo possibile.

Trattiamo alcuni punti del suo articolo e vediamo a quali conclusioni ci conduce questo viaggio. :)






  • Viaggiare da sola ha ampliato i miei orizzonti.
Almeno una volta nella vita, tutti dovremmo trovare il modo di fare un viaggio completamente soli: niente fidanzato/a, moglie o marito, figli, genitori, fratelli o sorelle, nonni, zii, cugini, amici e/o colleghi. Naturalmente questo dipende dalle possibilità di ognuno di noi, ma non demordete perché se non potete ora non significa che tra dieci, venti o chissà quanti anni la situazione sia sempre la stessa. La vita è imprevedibile e spesso dietro l'angolo si celano le più inaspettate sorprese - non sempre negative come i pessimisti come me tendono a pensare.
Quello che Alyssa credo voglia trasmetterci è quanto bello può essere scoprire se stessi attraverso un cammino solitario... se ci riflettete un po', vi renderete conto che partire per terre che non avete mai calpestato prima, in sola compagnia del vostro Io, della vostra essenza, vi permetterà di apprezzare maggiormente quel che avete davanti agli occhi e approfondire la conoscenza di voi stessi.


  • Mi ha fatto concentrare su ciò che voglio davvero.
Questo è uno dei miei punti preferiti in quanto, se dobbiamo essere sinceri, durante le nostre giornate tendiamo a preoccuparci troppo del pensiero altrui e troppo poco del nostro.
Perché non smettiamo di cercare approvazione e iniziamo ad affrontare la vita seguendo ciò che ci piace? Gran parte della frustrazione e dei problemi di ogni individuo non sono che la conseguenza di questa pessima abitudine - e se il mondo non fosse così popolato potrei tranquillamente proclamarmene la regina!

Quando siamo in compagnia, soprattutto se si hanno amici che per carattere sono portati al dialogo, non ci rendiamo conto quanto spesso ci facciamo schiacciare dagli avvenimenti della loro vita: l'erba del vicino è sempre più verde e questo succede anche quando in realtà, il nostro povero amico della porta accanto, il giardino non lo possiede nemmeno.

Essere soli, rapportarsi esclusivamente a se stessi, permette di analizzare meglio la propria vita. In questo modo siamo in grado di capire ciò che vogliamo, quello che ci va bene e quello che invece vorremmo cambiare.
Se non credete alle mie parole e alla testimonianza di Alyssa, vi invito a farci caso la prossima volta che vi ritroverete soli in macchina, o sul tram, metropolitana, aereo... vi renderete conto di quanto i vostri pensieri siano diversi da quelli che vi accompagnano quando siete in presenza di altre persone.





  • I ragazzi hanno iniziato ad apprezzare le cose sbagliate/Non mi sono sistemata
Qui ci racconta della sua esperienza con i ragazzi conosciuti su Tinder... Devo davvero spendere delle parole per questa applicazione? Non so quanti di voi si siano ritrovati a usarla, io sì e me ne sono pentita, ma di questo vi parlerò un'altra volta.
Sappiate che non si può incorrere a errore peggiore per rimediare al proprio status di single, se non usando un'app popolata da veri e propri allupati.
Dopo una serie di delusioni, causate da letterali stronzi, Alyssa ci spiega di aver avuto l'improbabile fortuna di imbattersi in un bravo ragazzo: un chirurgo pediatrico molto dolce di ventotto anni, al quale non avrebbe dato fastidio se lei avesse speso gran parte dei suoi giorni in giro per il mondo... tanto comunque lui sarebbe stato a lavoro.
Credo che tutto questo l'abbia portata a porsi una domanda di grande rilevanza: voglio davvero legarmi in modo forzato a qualcuno, pur di non dovermi definire "libera sentimentalmente"?
Le risposte a certi quesiti dovrebbero essere talmente semplici, dovrebbero uscire con totale naturalezza o meglio, non dovrebbero nemmeno esserci tali dubbi. Non dobbiamo dimenticare il nostro vero obiettivo, ciò che desideriamo; non dobbiamo dimenticare che meritiamo di avere accanto una persona in grado di farci battere il cuore all'impazzata; non dobbiamo dimenticare che, come dice il buon Ligabue, "chi si accontenta gode solo a metà".



Arrivati ormai alla fine, le domande che vi pongo sono: cosa ne pensate? Avete trovato utile e interessante questo articolo?
Spero con tutto il cuore che la risposta sia sì... perché la conclusione di tutto questo caos di pensieri e pareri altro non è che un consiglio: restate sempre fedeli a voi stessi. Non lasciatevi strappare presente e futuro da quelli che sono gli stereotipi collettivi di una società in degrado. Seguite sempre le vostre passioni, il vostro cuore, i vostri desideri... la strada non sarà facile, questo è sicuro, ma la meta varrà ogni singola goccia di sudore.



Sources:
Article on Huffington Post
Alyssa Ramos - Instagram
Alyssa Ramos - Blog