martedì 10 gennaio 2017
A lezioni di anti-pregiudizio con Vivienne
Gennaio è arrivato e, oltre il gelo e la neve al sud - roba che nemmeno nei migliori film di fantascienza è mai stata immaginata -, come ogni anno porta con sé l'arrivo dei saldi.
Attimi di panico.
Insomma, mentirei se vi dicessi che attendo i saldi come i giorni di festa per abbuffarmi di dolci e cioccolato. No, i saldi sono da evitare come la peste: fiumane di persone sbraccianti e urlanti in coda e dentro i negozi; vestiti a terra, nei camerini, calpestati, sporchi di rossetto, strappati, sudati... il tutto per un 20-30% di sconto, quando va bene.
Si salvi chi può!
Eppure quest'anno una mia cara amica è riuscita a trascinare il mio pesante e pigro fondoschiena fino in Duomo per una sessione mattutina di acquisti, convinta che sarebbe stata lei l'unica a tornare a casa con un bottino.
Questa ragazza, di cui un giorno vi dovrò assolutamente parlare, ha dei gusti davvero singolari e, con la sua innata simpatia, è riuscita a convincermi e catapultarmi nel prêt-à-porter in quel di Milano.
Fermi un attimo.
Cosa ci fa una come me in mezzo allo sfarzo dei negozi di Montenapoleone? Io che per la banca non ho un centesimo e per avere un mutuo dovrò contabilizzare ogni respiro della mia vita da qui a per sempre?
Be', poco e niente questo è certo, eppure il negozio di Vivienne Westwood è riuscito ad annientare il severo financial controller che è in me e farmi uscire dal negozio con uno splendido capo acquistato.
Il pregiudizio, nel caso specifico l'idea che una persona di ceto medio non possa permettersi nemmeno di entrare in certi negozi, mi ha portata fino ai ventotto anni a privarmi di un'esperienza surreale come godere dell'acquisto di un bellissimo capo firmato e di qualità, cosa che con ogni probabilità non potrò permettermi con desiderata frequenza.
Tutto ciò causato purtroppo dal pensiero che in questo genere di posti possano entrare solo persone con indosso grandi firme dalla testa ai piedi, e che quindi un soggetto come me, vestito alla bell'e meglio, avrebbe subito gli sguardi inquisitori dei commessi. La realtà è però ben distante da questo scenario: all'arrivo, che tu stia camminando sopra delle Louboutin o delle comodissime Nike, trovi un elegantissimo door attendant che ti apre la porta e da il benvenuto, seguito dai commessi pronti ad accoglierti e coccolarti, seguendo ogni tua richiesta - anche la più assurda.
La mia amica, ormai sconosciuta solo agli stagionali, ha iniziato a prendere i capi già adocchiati sul sito ed è entrata in camerino quando, con la significativa collaborazione della mia migliore amica, un luminosissimo bagliore accompagnato dal sonoro canto di angeli mi hanno condotta verso questo poncho dalla straordinaria trama tartan. Avete presente quella sensazione che arriva da dentro e vi dice "Sì, quello deve essere tuo: è perfetto, si intona con la tua carnagione, ha dei colori impeccabili, ti serve, non puoi vivere senza... già ti vedo per le strade di Milano a fare invidia a tutti"? La maggior parte di queste ragioni non sono nemmeno vere, ma imperterrita ignori il tuo buonsenso e sempre meno intimidita alzi la mano per toccare questo miracoloso capo d'abbigliamento. Guardi il cartellino e non solo scopri che il prezzo è ragionevole, ma che ha pure il 50% di sconto!
È fatta. Sei stata conquistata.
È così, credetemi! È proprio così che ci si fa fregare e da semplici accompagnatori si diventa compratori esperti dal folto curriculum; ed è così che da scettici pregiudizievoli ci si trasforma in elegantissimi squattrinati di gran classe! ;)
sabato 3 ottobre 2015
Good Vibes #1
Qualche giorno fa, su Huffington Post, mi sono imbattuta in un articolo veramente interessante: Alyssa, ventisettenne californiana, racconta di come ha "distrutto" la sua vita sentimentale per inseguire il sogno di viaggiare.
Le correnti di pensiero potrebbero dividerci drasticamente come capita nelle ship delle serie tv, ma da inguaribile romantica vi posso assicurare che più scorrevo le sue parole, più mi rendevo conto di quanto fossi d'accordo con lei.
Questa bellissima ragazza ci parla di come la società, soprattutto quella che popola i Social Network quali Facebook, le abbia fatto perdere l'orientamento durante tutti questi anni. Vi starete chiedendo come sia possibile, in realtà lo è più di quanto ognuno di noi possa immaginare... e la cosa peggiore è che non ce ne rendiamo conto finché non troviamo qualcuno in grado di guarirci dal virus che ci ha trasformati in degli orribili Zombie.
Durante i miei rarissimi momenti di utilizzo coscienzioso dell'universo virtuale, ho provato ad analizzarne l'utilizzo e l'influenza che esso ha per trarne una triste conclusione: la realtà virtuale è irreale.
Capitan ovvio è in azione! :)
Scherzi a parte, seppur scontata agli occhi di tutti, sono dell'idea che questa consapevolezza non impedisca alle persone di farsi fregare, cascando quindi in quello che sembra essere il gioco di chi ha la vita più bella ed entusiasmante. Sto divagando... quello che voglio cercare di dirvi è che anche io ho notato una certa pressione sociale e questo perché, che siano vecchi amici o colleghi, gran parte delle persone che conosciamo sembrano seguire gli stessi obiettivi, lasciandoci quindi due alternative: sentirci pesci fuor d'acqua o convincerci che anche noi vogliamo le loro stesse cose.
Quest'ultima era la scelta che stava per fare Alyssa, sulla soglia del matrimonio con una persona che credeva di amare, con la quale non condivideva la passione per i viaggi e che abusava di lei; finché un anno fa, presa da un coraggio che auguro a tutti di trovare, ha deciso di lasciare il suo ragazzo e partire per quel cammino di tre settimane che da tempo aveva programmato.
E così la losangelina, dopo aver visto ben otto paesi nel giro di un anno, ha potuto dire di aver distrutto la sua vita sentimentale nel miglior modo possibile.
Trattiamo alcuni punti del suo articolo e vediamo a quali conclusioni ci conduce questo viaggio. :)
- Viaggiare da sola ha ampliato i miei orizzonti.
Quello che Alyssa credo voglia trasmetterci è quanto bello può essere scoprire se stessi attraverso un cammino solitario... se ci riflettete un po', vi renderete conto che partire per terre che non avete mai calpestato prima, in sola compagnia del vostro Io, della vostra essenza, vi permetterà di apprezzare maggiormente quel che avete davanti agli occhi e approfondire la conoscenza di voi stessi.
- Mi ha fatto concentrare su ciò che voglio davvero.
Perché non smettiamo di cercare approvazione e iniziamo ad affrontare la vita seguendo ciò che ci piace? Gran parte della frustrazione e dei problemi di ogni individuo non sono che la conseguenza di questa pessima abitudine - e se il mondo non fosse così popolato potrei tranquillamente proclamarmene la regina!
Quando siamo in compagnia, soprattutto se si hanno amici che per carattere sono portati al dialogo, non ci rendiamo conto quanto spesso ci facciamo schiacciare dagli avvenimenti della loro vita: l'erba del vicino è sempre più verde e questo succede anche quando in realtà, il nostro povero amico della porta accanto, il giardino non lo possiede nemmeno.
Essere soli, rapportarsi esclusivamente a se stessi, permette di analizzare meglio la propria vita. In questo modo siamo in grado di capire ciò che vogliamo, quello che ci va bene e quello che invece vorremmo cambiare.
Se non credete alle mie parole e alla testimonianza di Alyssa, vi invito a farci caso la prossima volta che vi ritroverete soli in macchina, o sul tram, metropolitana, aereo... vi renderete conto di quanto i vostri pensieri siano diversi da quelli che vi accompagnano quando siete in presenza di altre persone.
- I ragazzi hanno iniziato ad apprezzare le cose sbagliate/Non mi sono sistemata
Sappiate che non si può incorrere a errore peggiore per rimediare al proprio status di single, se non usando un'app popolata da veri e propri allupati.
Dopo una serie di delusioni, causate da letterali stronzi, Alyssa ci spiega di aver avuto l'improbabile fortuna di imbattersi in un bravo ragazzo: un chirurgo pediatrico molto dolce di ventotto anni, al quale non avrebbe dato fastidio se lei avesse speso gran parte dei suoi giorni in giro per il mondo... tanto comunque lui sarebbe stato a lavoro.
Credo che tutto questo l'abbia portata a porsi una domanda di grande rilevanza: voglio davvero legarmi in modo forzato a qualcuno, pur di non dovermi definire "libera sentimentalmente"?
Le risposte a certi quesiti dovrebbero essere talmente semplici, dovrebbero uscire con totale naturalezza o meglio, non dovrebbero nemmeno esserci tali dubbi. Non dobbiamo dimenticare il nostro vero obiettivo, ciò che desideriamo; non dobbiamo dimenticare che meritiamo di avere accanto una persona in grado di farci battere il cuore all'impazzata; non dobbiamo dimenticare che, come dice il buon Ligabue, "chi si accontenta gode solo a metà".
Arrivati ormai alla fine, le domande che vi pongo sono: cosa ne pensate? Avete trovato utile e interessante questo articolo?
Spero con tutto il cuore che la risposta sia sì... perché la conclusione di tutto questo caos di pensieri e pareri altro non è che un consiglio: restate sempre fedeli a voi stessi. Non lasciatevi strappare presente e futuro da quelli che sono gli stereotipi collettivi di una società in degrado. Seguite sempre le vostre passioni, il vostro cuore, i vostri desideri... la strada non sarà facile, questo è sicuro, ma la meta varrà ogni singola goccia di sudore.
Sources:
Article on Huffington Post
Alyssa Ramos - Instagram
Alyssa Ramos - Blog
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2 commenti
sabato 26 settembre 2015
Life's a journey
Lasciati cambiare da questo viaggio.
Ogni posto che visiti, ogni persona che incontri, ogni sensazione, profumo, emozione, ogni cosa che ti accade, anche la più piccola e all'apparenza superflua, lascia dentro di te un'impronta che senza rendertene conto ti sta cambiando.
Ogni posto che visiti, ogni persona che incontri, ogni sensazione, profumo, emozione, ogni cosa che ti accade, anche la più piccola e all'apparenza superflua, lascia dentro di te un'impronta che senza rendertene conto ti sta cambiando.
Questo è un po' quello che si verifica ogni giorno della nostra vita, e sappiamo bene tutti non essere altro che il nostro viaggio più lungo e faticoso.
Non lasciate che la paura di interrompere il vostro status qui vi impedisca di essere felici.
Let this journey changes you.
Every single place, person, feeling, smell, emotion, every single thing even the little and apparently irrelevant one is going to change you...and you won't even notice that.
This is basically what's life and we all know is nothing but the longest and hardest journey we have to make.
So, don't let the fear of breaking your status quo prevents you to be happy.
Ho sempre iniziato nuove avventure, sperando di riuscire a seguire e realizzare i miei sogni... ma fino a ora non ho fatto altro che premere start per poi lasciare tutto in stand-by. Oggi voglio fare una promessa a me stessa e alle persone che amo: voglio iniziare a godermi questo viaggio chiamato vita.
Jen
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